giovedì, luglio 10, 2008

Intervista a Giacomo Saviozzi



Con piacere linko una bella intervista uscita su di me e il mio lavoro sulla rivista "Quaderni d'altri tempi".

Sono molto contento perché la mia intervista appare nel numero in cui c'è un intervista a Diamanda Galas, autrice Jazz che amo particolarmente e che con molta probabilità darà il suo contributo musicale al documentario che sto girando con Susan Staimberg.

http://www.quadernidaltritempi.it/rivista/numero15/06visioni/q15_convvisioni01.htm

Il tuo libro esce, volutamente, a trent’anni dall’approvazione della Legge 180/1978, forse conosciuta meglio come “legge Basaglia” dal nome di Franco Basaglia,
lo psichiatra veneziano che la costruì e ne curò il varo. Basaglia si muoveva in una dimensione fortemente militante, frutto dello “spirito del tempo”, e sull’onda dei movimenti degli anni precedenti e della cosiddetta “antipsichiatria”.
Quanto ritieni sia rimasto, di quello “spirito” e di quella militanza?
Il mio lavoro in realtà è frutto di due anni di ricerche. All’inizio quando cominciai a pensare di realizzare un reportage sulla “follia” non sapevo nulla del trentennale. È stato un caso che mi ha avvicinato all’argomento. Più che il caso, come fare a dire ciò che è caso e ciò che non lo è? Da Lucca mi sono trasferito a Volterra circa 12 anni fa. La mia attuale compagna mi portò un giorno a fare una passeggiata per i vialetti che circondano i padiglioni dell’ex manicomio. Doveva essere un incontro romantico, quei vialetti sono stati ripresi dai volterrani per fare passeggiate, dagli amanti. Io disattesi le allora aspettative romantiche e incuriosito da quelle strutture fatiscenti non seppi resistere ed entrai. Ero completamente ignorante, nel senso che ignoravo ciò che in realtà fosse la follia e ciò che in Italia comportasse....... CONTINUA

http://www.quadernidaltritempi.it/rivista/numero15/06visioni/q15_convvisioni01.htm

1 commento:

brandelli ha detto...

una bella soddisfazione :)
Marta