lunedì, maggio 19, 2008

Ho vinto!!!..ops, sono arrivato secondo :-(

E' con soddisfazione e orgoglio che vi comunico che sono arrivato secondo al concorso nazionale indetto dalla Provincia di Milano, dal Comune di Milano, e dall'associazione Menteinsalute tenutosi a Milano il 17 e che aveva come presidente di giuria il fotografo Gianni Berengo Gardin, Matteo Ferrari, Pio Tarantini.
La data del 17 in piazza dei Mercanti è la prima di una serie d' esposizioni itineranti a cui i 10 finalisti parteciperanno.

La premiazione è stata fatta da Gianni Berengo Gardin.

Io himè non ci sono potuto andare perché avevo una presentazione del mio libro da cui le tre immagini che ho presentato sono tratte.

E' comunque un riconoscimento importante oltre al premio in denaro ;-)





giovedì, maggio 08, 2008

Questo video clip vuole essere un gioco e un omaggio ai compagni che come me, una mattina di Aprile si sono svegliati e hanno trovato l'invasor.
A quei compagni che si sentono orfani
di un importante pezzo di storia d'Italia, il PCI.


video

giovedì, maggio 01, 2008

http://interruttoredelbuio.blogspot.com/


ISBN 88-89033-73-8, 128 pagine, 90 foto B/W, € 22

Un libro di


Giacomo Saviozzi

L'interruttore del buio
un reportage fotografico a trent'anni
dalla legge 180

sugli ex manicomi


Morgana Edizioni
ISBN 88-89033-73-8


Testi di:
Paolo Crepet, Cinzia Busi Thomson
Andrea Tagliasacchi, Gisella Trincas,

Silvano Agosti, Cristina Lasagni



A cura di:
Alessandra Borsetti Venier


Dalla penombra dei carteggi emerge la scritta “Nessuna cura” vergata in fretta, ma con una calligrafia corsiva quasi elegante. Come pesano queste due parole fredde, gravi e che non concedono speranza alcuna! Povera Lolita nel tuo nome proprio evidentemente non portavi il destino… Alle carte si sovrappongono altre carte, sempre più pesanti, quasi a soffocare l’anelito di speranza che si sprigionava dalle bocche impastate da un sonno sintetico...
Cinzia Busi Thompson


Nei vuoti delle tue immagini c’è, evidente, una traccia di mistero .
Il cosiddetto “dopo Basaglia” rischia di rivelare più la sua assenza che non la realizzazione dei suoi progetti.
Ma ciò che maggiormente conta è che il Manicomio rimanga fuorilegge e che qualche zona si riveli esemplare nel ridare dignità a una malattia che l’aveva completamente persa nel teorema assurdo: se sei in grado di produrre sei sano, se non sei in grado di produrre sei malato.
Silvano Agosti



La fotografia è un documento che ci obbliga a pensare: è stata fondamentale all'epoca della trasformazione che ha portato alla chiusura degli ospedali psichiatrici con la riforma del 1978. La fotografia è stata determinante, e grandi fotografi come Giovanni Berengo Gardin, Carla Cerati, Luciano D'Alessandro, Uliano Lucas, Ferdinando Scianna, Raymond Depardon, hanno “fissato” il dolore estremo che è quello dell'emarginazione e della negazione di qualsiasi diritto civile. La fotografia era un richiamo alla coscienza dei cittadini, e non tutte le coscienze erano ovviamente avvertite di ciò che accadeva dietro quelle mura; qualcuno forse immaginava e taceva: questa è una vecchia patologia dell'ipocrisia italiana. Quelle fotografie erano e sono fondamentali per noi che abbiamo lottato per questo cambiamento. Ritornare su quei luoghi per ricordare quel dolore, che non è svanito ma si è trasferito altrove, credo sia un'opera meritoria...
Paolo Crepet


Non ho mai smesso di guardare le immagini dell’orrore e della vergogna, e di farle guardare, perché ho timore che si possa dimenticare o che si smetta di denunciare o che non ci si accorga di tanti altri luoghi simili.
Giacomo Saviozzi, ha attraversato i manicomi vuoti, ma la sua sensibilità umana e artistica gli hanno fatto sentire l’eco del dolore “come se le urla dei malati echeggiassero ancora tra gli stanzoni fatiscenti”.
Raccontare quel dolore, rendere giustizia a quelle vite che in tanti hanno considerato di scarto...
Gisella Trincas



Gli ultimi giorni di Magliano il libro che Saviozzi ha fotografato e inserito tra le immagini dei fatiscenti padiglioni dei manicomi è lì a testimonianza dell’apparente stridore tra la psichiatria manicomiale di Tobino e i manicomi, spesso luoghi bui, d’isolamento sociale, culturale, affettivo, di “corrispondenze negate”.
Come un “interruttore del buio hanno spento l’uomo”, e sono stati una realtà triste e vergognosa del nostro paese.
Saviozzi riconosce al Professor Tobino quell’onestà intellettuale che lo colloca tra chi ha la passione per la cura, la dedizione, il sacrificio, l’attenzione e la vocazione di aiutare gli altri; nonché il desiderio di rendere più gradevole la vita ai malati...
Andrea Tagliasacchi



Prossima presentazione:


Vercelli
19 Giugno
Aula Magna
Ospedale S.Andrea

in occasione del convegno:

A 30 anni dalla

Riforma Psichiatrica:

il modello bio-psico-sociale

e i percorsi di cura

REGIONE PIEMONTE
AZIENDA SANITARIA LOCALE VERCELLI
DIPARTIMENTO SALUTE MENTALE

in collaborazione con

DIAPSI VERCELLI
Associazione di Volontariato

per la Promozione della Salute Mentale


Ore 12, 00 Presentazione del Libro: L'interruttore del buio.
sarà presente l'autore.

Pisa 20 Giugno 2008
ore 18
Associazione L'alba
www.lalbassociazione.com

Presentazione e dibattito
del libro L'interruttore del Buio

Proiezione del DVD: L'interruttore del buio

Alla fine della dibattito è possibile cenare nel ristorante dell'Associazione





Cagliari 14 Maggio 2008
Aula Magna Facoltà
di Scienze Politiche
ore 17

Presentazione e proiezione DVD L'interruttore del buio
Apertura mostra.

Milano
17 Maggio
Via dei Mercanti

esposizione foto tratte da L'interruttore del buio
in occasione del Concorso "Fuori dove?"
tra i 10 finalisti alla premiazione

0re 15,30 Piazza dei Mercanti
Premierà il Presidente della giuria Gianni Berengo Cardin


Pontassieve

La Barbagianna: una casa per l’arte contemporanea

Via di Grignano 24

dal 17 maggio al 31 maggio.

Inaugurazione sabato 17 maggio dalle 17,00 alle 22,30

Ore 17,00 inaugurazione della mostra fotografica “L’interruttore del buio” di Giacomo Saviozzi
Ore 18,00 presentazione del libro
L’interruttore del buio. Reportage fotografico a trent’anni dalla legge 180 sugli ex manicomi

Interventi di:
Alessandro Sarti assessore alla Cultura di Pontassieve

Paolo Tranchina psicologo, psicoanalista, direttore rivista “Fogli d’Informazione”

Ore 19,30 Proiezione DVD

Ore 20,00 Cena sull’aia

Ore 21,00 Video concerto del duo “ultimarata” con Alessio Colosi e Janlu Venier

collage di canti, testi, suoni e immagini ispirato liberamente al libro di Bruce Chatwin The Songlines


17 Maggio Firenze


CSOA Emerson ore 21
Concerto Apuamater e proiezione DVD "L'interruttore del buio"



L'amico Paolo Tranchina

Paolo è uno psicanalista, specializzato all'istituto C.G. Jung di Zurigo, che ha sempre posto al centro della sua riflessione i rapporti tra mondo interno e mondo esterno, sia nella pratica analitica che nel lavoro nelle istituzioni, che dopo Milano, ha portato avanti ad Arezzo, Firenze, Prato. Direttore dal 1969 della rivista Fogli d'informazione, presiede dal 1994 la Società Italiana di Psicoterapia Concreta. Tra i suoi libri ricordiamo: Norma e Antinorma, esperienze di psicanalisi e di lotte antistituzionali, Feltrinelli, 1979; La Rinascita delle dee, Metis, 1991; Psicoanalista senza muri; Portolano di Psicologia; Un sagittario venuto male e forme di vita, due raccolte di supervisioni, Centro di Documentazione di Pistoia 1989, 1994, 2002, 2004. Con Maria Pia Teodori ha da poco concluso il saggio: Afrodite, psicologia di un mito. Lavora a Firenze come analista privato e si occupa di formazione.











E' una vita che mi occupo di simboli, di ciò che sconfina con l'infinito o lo racchiude in un segno. Jung li chiama archetipi, orme che si ripetono dal passato, nell' inconscio collettivo, e che hanno il potere misterioso di plasmare il presente, le nostre vite.
La pietra rappresenta perfettamente queste essenze perché cambia forma senza cambiare sostanza. Era inevitabile che ci incontrassimo. Da qui le Grandi Madri, gli Dei, i Guerrieri, le Amazzoni, che silenziosi ci attraversano nella quotidianità con il loro carico di affettività, di senso, di progettualità imprevedibili.
Per questo ho scelto come palcoscenico il mio quartiere, le botteghe, le vetrine i volti amici degli ultimi 30 anni, per me, per le persone che mi sono care.
C'è stato un tempo in cui arte e vita, estetica e cultura popolare hanno convissuto felicemente. Raccontano che sia stato alla fine del '500, proprio qui, a Firenze.
Percorrere e ripercorrere il quartiere, per esporre le statue nelle vetrine, mi ha permesso di riscoprirlo, insieme ad insospettabili interessi artistici, curiosità, voglia di partecipare ad una invenzione collettiva. Che sia questa l'anima segreta, profonda, più vera di questa città?

Paolo Tranchina

Corso di fotografia a Volterra

Il Gruppo Fotografico GIAN Volterra con la collaborazione della Sezione Soci Coop Volterra organizza un corso di ripresa fotografica, incentrato prevalentemente sugli aspetti pratici, con particolare riguardo al digitale. I partecipanti attraverso la realizzazione di immagini con la propria macchina fotografica potranno apprendere le tecniche ed i segreti per poter migliorare la qualità delle proprie foto. Il corso si terrà a Volterra e a Pomarance. Verranno allestiti set per effettuare riprese di ritratto - still-life - macrofotografia. Successivamente verranno effettuate delle uscite per eseguire riprese di foto notturne - paesaggio urbano -reportage - ed infine con la luce radente della sera, una escursione nelle nostre campagne per effettuare riprese di paesaggio. A seguire una cena sociale di fine corso presso la casa per ferie IL VILE sede del Gruppo Italiano Amici della Natura di Volterra. Alle sedute di ripresa fotografica verranno intervallate serate di visione critica delle opere realizzate dai partecipanti per poter spiegare ed eliminare eventuali difetti di ripresa.

Per informazioni e iscrizioni: Tel. 3280045199 - giulio@area46.ittatiana_78@hotmail.it

Per informazioni e iscrizioni a Volterra:Tel. 3292048488 / 058885456 / 058880095

e-mail info@gruppofotograficovolterra.it Studio Fotografico Dainelli Via Gramsci Volterra




















i due clochard e il barbone

Due nuovi amici clochard

Un po' di ritratti