E' nato a Firenze dove vive e lavora. Dagli inzi degli anni Settanta si occupa di arte contemporanea sia come artista, esponendo in Italia e all'estero, sia come organizzatore e promotore d'arte. Negli anni Ottanta fonda con Mario Daniele e Roberto Venturi la rivista/laboratorio Album Extra e lo spazio Container con il gruppo dell'oggettualismo. Dal 2006 progetta e organizza per conto della Facoltà di Architettura di Firenze varie manifestazioni d'arte.
E' nato a Volterra (Pi) nel 1931. Vive e lavora a Firenze. Ha studiato sotto la guida degli illustri maestri Mino Trafeli che lo ha definito "ingegnere artistico", e Mino Lazzeri. Ha iniziato il suo percorso artistico negli anni quaranta con disegni sul rapporto tra arte e scienza, tema cardine della sua avveniristica poetica. Ha al suo attivo oltre 400 mostre tra collettive e personali documentate in Presenze delle Avanguardie a Firenze
E' nata a Lima Perù nel 1955. Nel 1979 si è trasferita a Firenze dove si è diplomata all'Accademia di Belle Arti di Firenze. Mostre più significative: Biennale di Venezia 1995; L'Immagine e la Parola Museo Pecci di Prato 2001; galleria Drabinsky Toronto 2002; Palabra rossa Salone di villa Romana, a cura di K. Burmeister Firenze 2004; Ipermercati dell'Arte Museo Santa Maria della Scala; Siena 2004 Nowheremen acciaierie Arte Contemporanea Bergamo 2007; A Flor de piel Biennale della grafica, Lima 2007; L'ospite Museo casa R. Siviero, Firenze 2008.
Performance sulla scultura sonora "L'ala dell'angelo"
Performance sulla scultura sonora "L'ala dell'angelo" di Andrea Dami. Musica di Emanuele Nistri e Claudio Teobaldelli. Esecutori: Emanuele Nistri, Claudio Teobaldelli, Andrea Dami
“Ci sono stati uomini ripete un ritornello dei nostri tempi. E’ vero, ci sono stati uomini che sono oggi icone dell’antimafia come Falcone e Borsellino. Vivono nei cuori di tutti e vivono nelle opere di Angiero” dice della mostra di Sabato Angiero Enzo Battarra. E continua “nelle sue opere c’è dentro tutto l’impegno per la legalità, con i suoi risvolti manifesti e con i manifesti rivoltati,. Sottratti alla stratificazione dei tabelloni pubblicitari e dipinti con il fuoco del bruciatore, per ricavarne ritratti, immagini, parole, segni”. E poi ci sono i quaquaraquà, i capi della mafia, della camorra della ndrangheta indicati con i loro “sinistri soprannomi” che come “tessere del sistema malavitoso” circondano l’immagine dei ragazzi di Locri. C’è questo ed altro in questa mostra pensata dall’artista per il percorso accidentato sulla “Cultura della legalità” che Capuanova sta portando avanti in preparazione della cerimonia di consegna del Follaro d’Oro a Tano Grasso. Una mostra che Sabato Angiero ha pensato e preparato con un ciclo di opere che nulla concedono alla retorica di una banale testimonianza di impegno anticamorra ma anzi sono diventate, se possibile, ancora più rigorose dal punto di vista espressivo ed estetico, di quanto non lo siano normalmente quelle di questo artista nolano. “Sabato Angiero traccia il segno con il fuoco” dice ancora Battarra, trasformando i resti di ormai inutilizzabili, perché già usati, cartelloni pubblicitari in “denuncia civile, in opera d’arte”. Accompagna la mostra una installazione posizionata nell’androne di Palazzo Fazio che tende a far riflettere ripetendo una scena che quasi quotidianamente arriva nelle case di tutti attraverso la televisione e che in questa trasposizione mediatica perde il senso della sua violenza e della sua brutalità. Ritrovarsi personalmente sulla scena, ricostruita, di un delitto potrebbe aiutare a convincere tutti che la camorra, come la mafia la ndrangheta e tutte le altre organizzazioni malavitose, sono il male assoluto che, proprio perchè tale, deve essere sconfitto. Catalogo con testi di Enzo Battarra e Paolo Vagheggi.
Sabato Angiero è nato e vive a Saviano. Artista emergente nel panorama nazionale con all’attivo una serie di mostre personali in diverse gallerie nazionali e presenze in importanti Fiere nazionali (Bologna e Torino) ed Internazionali (recentemente in Cina). Ha anche tenuto mostre nelle sedi del Giornale “La Repubblica” di Genova e Palermo.
La trasmissione radiofonica di Rai Radio 1 ha pubblicato un inchiesta sulle carceri di Milvia Spadi con un intervento di Giacomo Saviozzi sul carcere di Veneri a Pescia
CELLE VUOTE
Carceri sovraffollate e carceri vuote. In Italia esistono circa 50 strutture di detenzione non utilizzate: in alcune c'è il personale ma non i carcerati, altre sono occupate dagli sfrattati, altre ancora usate come magazzini, fino al paradosso del carcere di Gela, costruito nel 59 e mai entrato in funzione. Entro dieci giorni il consiglio dei ministri esaminerà il piano per l'emergenza carceri
In una sera d'estate in un paesino in mezzo alla Toscana: Montecastelli Pisano, c'è stato un bellissimo concerto di Riccardo vi regalo le foto che ho fatto, un po' di storia, il testo della canzone L'alluvione e il video
Buona lettura Giacomo Saviozzi
Riccardo Marasco è ritenuto la voce più significativa della musica tradizionale toscana. Uscito dalla schiera dei folk-singers dei primi anni Sessanta è in seguito approdato ad un più vasto repertorio, divenendo un vero e proprio cultore dell'antico patrimonio vocale italiano ed interprete di grande fascino. Lo stile interpretativo e la prassi di accompagnamento con chitarre d'epoca lo avvicinano alla figura di un moderno menestrello. Dotato di non comuni mezzi vocali è interprete poliedrico che sconfina con padronanza dal genere sentimentale al comico, dal religioso al politico, dal narrativo storico all'allusivo, dal popolare al colto, con un ricercato gusto della parola cantata (dall'immediatezza della vocalità popolare a quella più studiata della canzone all'italiana, della romanza da salotto, dell'aria antica).
Gli spettacoli di Riccardo Marasco nascono dalla sua instancabile tenacia di ricercatore (uno dei più profondi conoscitori della canzone italiana nella sua tradizione secolare) e dalla sua grande carica artistica, prepotentemente dirompente tramite le sue non comuni doti musicali ed i suoi eccezionali mezzi vocali.
Il suo repertorio, dovuto in gran parte alle sue ricerche o alla sua creatività è unico soprattutto per la forma con cui viene riproposto. I concerti di Marasco aprono nuovi spazi alla cultura. Dai dimenticatoi degli accademismi Marasco riporta alla cultura viva inimmaginabili tesori di un'arte ritenuta fino ad oggi, ingiustamente, minore. Anche quando nel suo "cabaret musicale" sembra abbandonarsi al puro "divertissement" egli ci rivela la sua appartenenza alla lunga, arcana ed arcaica, catena degli "Orfei".
Grande interprete: cantante ed attore, autore e musicista, poeta e chitarrista. I suoi spettacoli, vero teatro musicale, sono un esempio virtuosistico della parola cantata e vanno oltre la dimensione regionale, perchè in una chiave internazionalmente valida, ripropongono l'intramontabile patrimonio canoro della cultura italiana, in gran parte sconosciuto ai più o già dimenticato da troppi. Grazie alla sua infinita gamma di espressioni vocali, incommensurabili come l'imprevedibile caleidoscopio di sentimenti cui si sottendono, Marasco ci ridà fiducia nella voce umana.
Marasco inizia i suoi studi musicali con otto anni di pianoforte sotto la guida della Prof.ssa Bruna Venturini, poi passa alla chitarra con il Prof. Giulio Giannini e il Maestro Otello Mori, allievi del suo bisnonno Amerigo Parrini, capostipite della moderna scuola chitarristica fiorentina. Intraprende in seguito gli studi di armonia con la Prof.ssa Dina Giani Paoli, altra allieva del Parrini, completandoli successivamente con il Prof. Piero Adorno. Da solo affronta lo studio delle antiche partiture e prende parte ai Seminari di Musica Antica di Andrea Von Ramm. Laureato in Ingegneria Elettronica (indirizzo Calcolatori) presso l'Università di Bologna nel 1972, inizia alcuni anni prima la sua attività artistica, mentre frequenta ancora, oltre ai corsi della suddetta Facoltà, i corsi di Teologia per Laici, presso lo Studio Teologico dei Padri Domenicani in Bologna.
a cura di Alessandra Borsetti Venier e Sandra Landi
dal 20 luglio al 30 agosto 2009 in altrettante sedi:
Luna e l'Altro - ENIGMA
PONTASSIEVE La Barbagianna: una casa per l´arte contemporanea
via di Grignano 26 - Inaugurazione 20 luglio ore 18.00
Luna e l´Altro - ARCHETIPO
FIRENZE Palazzo Panciatichi
via Cavour 4 - inaugurazione 24 luglio ore 18.30
Luna e l´Altro - AMBIGUIITÀ
CERTALDO Palazzo Pretorio
Certaldo Alto - inaugurazione 26 luglio ore18.00
Il progetto Luna e l´Altro è dedicato alla ricorrenza dei quarant´anni del primo allunaggio avvenuto il 20 luglio 1969. 50 autori sono stati invitati a scrivere e 50 artisti a realizzare un´opera ispirata a questo tema: la Luna, simbolo antico e sempre nuovo del femminile, appare particolarmente suggestivo soprattutto nell´abbinamento con l´Altro, che richiama anche i rapporti fra uomini e donne, eterna questione di tutti i tempi.Gli artisti, scelti in un'ottica multiculturale e transnazionale,presentanouna gamma di opere realizzate con tecniche multimediali. Oltre alle cinquanta opere realizzate apposta per il libro Luna e l´Altro, edito da Morgana Edizioni, sono state scelte anche altre grandi opere, installazioni e performance che verranno presentate nelle tre mostre: ENIGMA - ARCHETIPO - AMBIGUITÀ
50 artisti:
Maria ANDREOZZI - Sabato ANGIERO - VittorioAVELLA - Marco BORGIANNI - Massimo BUCCHI - Gloria CAMPRIANI - Carlo CANTINI - Gianni CAVERNI - Andrea CHIARANTINI - AngelaCHITI - Riccardo DALISI - Andrea DAMI - Anne&Mario DANIELE - Luca DE SILVA - Giampaolo DI COCCO - Gianni DORIGO - Giuseppe EMMA - Elmerindo FIORE - Antonia FONTANA - Lorenzo FONTANELLI - Kiki FRANCESCHI - Caroline GALLOIS - Giuliano GHELLI - Cristina GOZZINI - Roberto INNOCENTI - Hildegard JAEKEL - Lucy JOCHAMOWITZ - Melania LANZINI - Andrea MARINI - Giorgio MAYER - Massimo MORI - Lisa NOCENTINI - David PALTERER - Patrizio PAMPALONI - Rita PEDULLÀ - Gloria PERSIANI - LorenzoPEZZATINI - Giampiero POGGIALI BERLINGHIERI - Liane RECKINGER - Elena SALVINI PIERALLINI - Giacomo SAVIOZZI - Sergio STAINO - Sabine STANGE - Ottavio TROIANO - Stefano TURRINI - Laura VILIANI - Ivano VITALI - Piero VITI - Deva WOLFRAM - Sergio ZUCCARO
Fotografare una donna significa valorizzarne le forme, l’armonia del corpo.
Saper cogliere in una donna il fascino, l’ incanto e coglierne gesti ed espressioni.
Il Workshop avrà la durata di un week end dal 15 maggio al 17 maggio 2009.
Avrà come location sia per gli shot in interni che esterni due affascinanti agriturismi Valle Dorata e S.Pietro nella campagna toscana a pochi chilometri da Volterra e dal borgo medioevale di Montecatini Val di Cecina (Pi). ( http://www.valledorata.com ). Ampio giardino con piscina e laghetto privato con un ampia vista sulla Val di Cecina. Ampi appartamenti ben arredati.
La quota di partecipazione è di € 280 cad e comprende:
Workshop “Form – dal glamour al ritratto ambientato”pernottamento in agriturismo pranzo e cena.
I posti sono limitati ad un max di 15 persone le prenotazioni si accettano fino al 20Aprile 2009
Programma:
Venerdì 15
Ore 18 – Sistemazione negli appartamenti
Ore 20 Cena con i Fotografi Giacomo Saviozzi – Alberto Pascale e la modella al fine di organizzare gli shoot del sabato.
Sabato 16
Ore 9,30 Inizio Workshop
La modella indosserà abiti Vintage e sarà truccata e acconciata da truccatore ed hair stylist professionista.
Scatti in esterno/interno
Ore 12,30 Pausa pranzo in un ristorante caratteristico nel borgo medievale di Montecatini Val di Cecina
A discrezione dei partecipantiè possibile organizzare una gita con shoot in notturna a Volterra o San Gemignano.
Domenica 17
Ore 9,30 Lettura degli scatti effettuati dai partecipanti e introduzione sui metodi di conversione Colore/B&N per ritratti.
Ore 12 chiusura del Workshop.
I partecipanti al WS avranno a disposizione liberatoria per la pubblicazione delle immaginie con una selezione degli scatti effettuati dai partecipanti con la modella nel borgo di Montecatini Val di Cecina sarà organizzata una collettiva nell’estate culturale del Comune.
La quota di partecipazione è di € 280 cad e comprende:
Workshop “Form – dal glamour al ritratto ambientato”pernottamento in agriturismo pranzo e cena.
I posti sono limitati ad un max di 15 persone le prenotazioni si accettano fino al 20Aprile 2009
Cenni biografici dell’autore: Giacomo Saviozzi è nato a Lucca, vive e lavora alle porte della Maremma.
Grafico Pubblicitario fino al 2005 ha tenuto corsi di formazione di grafica per la Provincia di Pisa nel Carcere di Volterra dal 2002 al 2004.
Volontario per il Carcere nel GVC di Lucca dal 1994.
Nel 2005 ha pubblicato per la casa editrice Non Solo Stampa di Pisa il libro fotografico Scendo cambio il mondo e torno, un reportage fotografico in tempo di pace sui movimenti pacifisti da Firenze a Roma con prefazione del giornalista Alfio Nicora.
Ha pubblicato a marzo 2008 il libro fotografico “L’interruttore del buio” reportage fotografico a trent’anni dalla legge 18° detta Basaglia. Con testi di Paolo Crepet, Silvano Agosti, Cinzia Busi Thompson, Gisella Trincas, Andrea Tagliasacchi. Psicoradio, edito da Morgana Edizioni Firenze.
A maggio 2008 con 15 scatti illustra il primo numero della seconda serie della la rivista nazionale “Antipodi” della Federazione Comunisti Anarchici sul tema della sicurezza con interventi di Saverio Craparo, Giuseppe Panella, Adel Jabbar, Andrea bellocci, Francesco Cisarri, Giovanni Cimbalo.
Maggio 2008 finalista del concorso nazionale “Fuori dove?” del Comune e Provincia di Milano con presidente della giuria il fotografo Gianni Berengo Gardin.
Attualmente collabora con la regista e produttrice statunitense Susan Steimberg.
Per contatti e prenotazioni e possibile chiamare o mandare un e-mail direttamente all’autore Giacomo Saviozzi: giacomosaviozzi@libero.it
Nell’ambito del discorso della capacità dell’uomo di passare indenne attraverso le “prove” della vita, di spezzarsi o di resistere, assume un significato determinante il concetto di “fragilità” espresso in uno dei monologhi dello Stalker:“ Che si avverino i loro desideri – dice in riferimento ai due compagni di viaggio – e che diventino indifesi come bambini, perché la debolezza è potenza e la forza è niente. Quando l’uomo nasce è debole e duttile, quando muore è forte è rigido. Così come l’albero: mentre cresce è tenero e flessibile, quando è duro e secco, muore. Rigidità e forza sono compagne della morte, debolezza e flessibilità esprimono la freschezza dell’esistenza. Ciò che si è irrigidito non vincerà.”