sabato, ottobre 10, 2009
Luca De Silva
E' nato a Firenze dove vive e lavora. Dagli inzi degli anni Settanta si occupa di arte contemporanea sia come artista, esponendo in Italia e all'estero, sia come organizzatore e promotore d'arte. Negli anni Ottanta fonda con Mario Daniele e Roberto Venturi la rivista/laboratorio Album Extra e lo spazio Container con il gruppo dell'oggettualismo. Dal 2006 progetta e organizza per conto della Facoltà di Architettura di Firenze varie manifestazioni d'arte.
Piero Viti



E' nato a Volterra (Pi) nel 1931. Vive e lavora a Firenze. Ha studiato sotto la guida degli illustri maestri Mino Trafeli che lo ha definito "ingegnere artistico", e Mino Lazzeri. Ha iniziato il suo percorso artistico negli anni quaranta con disegni sul rapporto tra arte e scienza, tema cardine della sua avveniristica poetica. Ha al suo attivo oltre 400 mostre tra collettive e personali documentate in Presenze delle Avanguardie a Firenze
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Lucy Jochamowitz



E' nata a Lima Perù nel 1955. Nel 1979 si è trasferita a Firenze dove si è diplomata all'Accademia di Belle Arti di Firenze. Mostre più significative: Biennale di Venezia 1995; L'Immagine e la Parola Museo Pecci di Prato 2001; galleria Drabinsky Toronto 2002; Palabra rossa Salone di villa Romana, a cura di K. Burmeister Firenze 2004; Ipermercati dell'Arte Museo Santa Maria della Scala; Siena 2004 Nowheremen acciaierie Arte Contemporanea Bergamo 2007; A Flor de piel Biennale della grafica, Lima 2007; L'ospite Museo casa R. Siviero, Firenze 2008.
giovedì, settembre 24, 2009
Andrea Dami
Sabato Angiero
“Ci sono stati uomini ripete un ritornello dei nostri tempi. E’ vero, ci sono stati uomini che sono oggi icone dell’antimafia come Falcone e Borsellino. Vivono nei cuori di tutti e vivono nelle opere di Angiero” dice della mostra di Sabato Angiero Enzo Battarra. E continua “nelle sue opere c’è dentro tutto l’impegno per la legalità, con i suoi risvolti manifesti e con i manifesti rivoltati,. Sottratti alla stratificazione dei tabelloni pubblicitari e dipinti con il fuoco del bruciatore, per ricavarne ritratti, immagini, parole, segni”.
E poi ci sono i quaquaraquà, i capi della mafia, della camorra della ndrangheta indicati con i loro “sinistri soprannomi” che come “tessere del sistema malavitoso” circondano l’immagine dei ragazzi di Locri.
C’è questo ed altro in questa mostra pensata dall’artista per il percorso accidentato sulla “Cultura della legalità” che Capuanova sta portando avanti in preparazione della cerimonia di consegna del Follaro d’Oro a Tano Grasso. Una mostra che Sabato Angiero ha pensato e preparato con un ciclo di opere che nulla concedono alla retorica di una banale testimonianza di impegno anticamorra ma anzi sono diventate, se possibile, ancora più rigorose dal punto di vista espressivo ed estetico, di quanto non lo siano normalmente quelle di questo artista nolano. “Sabato Angiero traccia il segno con il fuoco” dice ancora Battarra, trasformando i resti di ormai inutilizzabili, perché già usati, cartelloni pubblicitari in “denuncia civile, in opera d’arte”.
Accompagna la mostra una installazione posizionata nell’androne di Palazzo Fazio che tende a far riflettere ripetendo una scena che quasi quotidianamente arriva nelle case di tutti attraverso la televisione e che in questa trasposizione mediatica perde il senso della sua violenza e della sua brutalità. Ritrovarsi personalmente sulla scena, ricostruita, di un delitto potrebbe aiutare a convincere tutti che la camorra, come la mafia la ndrangheta e tutte le altre organizzazioni malavitose, sono il male assoluto che, proprio perchè tale, deve essere sconfitto.
Catalogo con testi di Enzo Battarra e Paolo Vagheggi.
Sabato Angiero è nato e vive a Saviano. Artista emergente nel panorama nazionale con all’attivo una serie di mostre personali in diverse gallerie nazionali e presenze in importanti Fiere nazionali (Bologna e Torino) ed Internazionali (recentemente in Cina). Ha anche tenuto mostre nelle sedi del Giornale “La Repubblica” di Genova e Palermo.
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