mercoledì, aprile 16, 2008

Appunti: tra finzione e realtà

La realtà, la finzione, il sogno, a volte si mescolano confondendosi e creando immagini, appunti. Tutto è labile , il confine diventa incerto e come in un eterno film affoghiamo nei pensieri.


















venerdì, aprile 11, 2008

La bambina racconta il graffito di N.O.F 4


foto di: Pierpaolo Pagano

N.O.F. (4) il numero 4 non ha giustificazione esplicita la sigla sta per Nannetti Oreste Fernando nato a Roma il 3/10/1929 – “Moro spinaceo castano, alto 1,65 secco bocca stretta fratellastro” , secondo la descrizione che lui stesso ha dato dell’interessato, con il linguaggio ibrido tra il burocratese e il segnaletico da schedario e meglio diremmo con nettezza di tratti icastici da artista incisore.
Altrove N.O.F è “Nucleare Orientale Francese” ancora due autodefinizioni “Nannetti Fernando bocca stretta naso a y fusione lancio 1939” Nannettaicus meccanicus santo della cellula fotoelettrica” con le quali il precedente ritratto fisognomico così perentorio, assume valenze alchemico futuribili.

La storia dell’uomo coincide con una cartella clinico giudiziaria. E’ gia un referto il certificato di nascita: una preventiva condanna alla negazione civile. Con il cartellino anagrafico Oreste Nannetti riceve il viatico per l’ingresso al regno dell’emarginazione dell’annullamento. L’incubazione e lo sviluppo della malattia mentale procedendo in sincronia con le tappe dell’esistenza: di stazione in stazione, nel circuito alieno si consuma un viaggio senza destinazione, perfettamente orizzontale e lineare, nel suo itinerario esterno




















giovedì, febbraio 14, 2008

http://interruttoredelbuio.blogspot.com/


ISBN 88-89033-73-8, 128 pagine, 90 foto B/W, € 22

Un libro di


Giacomo Saviozzi

L'interruttore del buio
un reportage fotografico a trent'anni
dalla legge 180

sugli ex manicomi


Morgana Edizioni
ISBN 88-89033-73-8


Testi di:
Paolo Crepet, Cinzia Busi Thomson
Andrea Tagliasacchi, Gisella Trincas,

Silvano Agosti, Cristina Lasagni



A cura di:
Alessandra Borsetti Venier


Dalla penombra dei carteggi emerge la scritta “Nessuna cura” vergata in fretta, ma con una calligrafia corsiva quasi elegante. Come pesano queste due parole fredde, gravi e che non concedono speranza alcuna! Povera Lolita nel tuo nome proprio evidentemente non portavi il destino… Alle carte si sovrappongono altre carte, sempre più pesanti, quasi a soffocare l’anelito di speranza che si sprigionava dalle bocche impastate da un sonno sintetico...
Cinzia Busi Thompson


Nei vuoti delle tue immagini c’è, evidente, una traccia di mistero .
Il cosiddetto “dopo Basaglia” rischia di rivelare più la sua assenza che non la realizzazione dei suoi progetti.
Ma ciò che maggiormente conta è che il Manicomio rimanga fuorilegge e che qualche zona si riveli esemplare nel ridare dignità a una malattia che l’aveva completamente persa nel teorema assurdo: se sei in grado di produrre sei sano, se non sei in grado di produrre sei malato.
Silvano Agosti



La fotografia è un documento che ci obbliga a pensare: è stata fondamentale all'epoca della trasformazione che ha portato alla chiusura degli ospedali psichiatrici con la riforma del 1978. La fotografia è stata determinante, e grandi fotografi come Giovanni Berengo Gardin, Carla Cerati, Luciano D'Alessandro, Uliano Lucas, Ferdinando Scianna, Raymond Depardon, hanno “fissato” il dolore estremo che è quello dell'emarginazione e della negazione di qualsiasi diritto civile. La fotografia era un richiamo alla coscienza dei cittadini, e non tutte le coscienze erano ovviamente avvertite di ciò che accadeva dietro quelle mura; qualcuno forse immaginava e taceva: questa è una vecchia patologia dell'ipocrisia italiana. Quelle fotografie erano e sono fondamentali per noi che abbiamo lottato per questo cambiamento. Ritornare su quei luoghi per ricordare quel dolore, che non è svanito ma si è trasferito altrove, credo sia un'opera meritoria...
Paolo Crepet


Non ho mai smesso di guardare le immagini dell’orrore e della vergogna, e di farle guardare, perché ho timore che si possa dimenticare o che si smetta di denunciare o che non ci si accorga di tanti altri luoghi simili.
Giacomo Saviozzi, ha attraversato i manicomi vuoti, ma la sua sensibilità umana e artistica gli hanno fatto sentire l’eco del dolore “come se le urla dei malati echeggiassero ancora tra gli stanzoni fatiscenti”.
Raccontare quel dolore, rendere giustizia a quelle vite che in tanti hanno considerato di scarto...
Gisella Trincas



Gli ultimi giorni di Magliano il libro che Saviozzi ha fotografato e inserito tra le immagini dei fatiscenti padiglioni dei manicomi è lì a testimonianza dell’apparente stridore tra la psichiatria manicomiale di Tobino e i manicomi, spesso luoghi bui, d’isolamento sociale, culturale, affettivo, di “corrispondenze negate”.
Come un “interruttore del buio hanno spento l’uomo”, e sono stati una realtà triste e vergognosa del nostro paese.
Saviozzi riconosce al Professor Tobino quell’onestà intellettuale che lo colloca tra chi ha la passione per la cura, la dedizione, il sacrificio, l’attenzione e la vocazione di aiutare gli altri; nonché il desiderio di rendere più gradevole la vita ai malati...
Andrea Tagliasacchi





Per acquistare il libro è sufficiente contattare l'editore
Morgana Edizioni e indicare titolo, autore,
codice ISBN 88-89033-73-8
e quantità
oppure direttamente l'autore tramite email: giacomosaviozzi@libero.it























Prossime presentazioni e mostre


Comune di Volterra

13 Marzo 2008

Sala del Consiglio - P.zza dei Priori
ore 17,30

Presentazione del libro fotografico L'interruttore del Buio
di Giacomo Saviozzi


dal 13 al 27 Marzo 2008
Presso saletta del Giudice Conciliatore - P.zza dei Priori

Mostra fotografica L'interruttore del buio
a cura di Alessandra Borsetti Venier

Orario mostra:
dal lunedì al venerdì
10/12,30 - 14,30/18,30


Comune di Pistoia
Con la collaborazione del Dipartimento di Salute mentale dell'Azienda Sanitaria Locale USL, 3 delle Associazioni di volontariato, dei gruppi di auto-aiuto

1 Aprile 2008
Presso la Fabbrica delle Emozioni
via Antonelli

http://www.infodama.it/


ore 9,30
Presentazione della mostra
L'interruttore del Buio
di Giacomo Saviozzi
a cura di Alessandra Borsetti Venier

4 Aprile 2008
Presso la Fabbrica delle Emozioni
Via Antonelli

ore 16,30
Presentazione del libro: L'interruttore del buio

di Giacomo Saviozzi


dal 1 al 15 Aprile 2008
Presso la Fabbrica delle Emozioni

Mostra fotografica L'interruttore del buio
a cura di Alessandra Borsetti Venier

Orario mostra
lunedì 14-18
dal martedì al venerdì 9-13/15-18
mercoledì 21-23


Comune di Roma

In occasione del congresso nazionale U.N.A.SA.M,
Unione nazionale delle associazioni per la salute mentale

http://www.unasam.it/



17 Aprile 2008
ore 15,00
Ex Ospedale Psichiatrico Santa Maria della Pietà

Presentazione del libro
L'interruttore del buio
di Giacomo Saviozzi


Proiezione del video
L'Interruttore del buio
di Giacomo Saviozzi

musica e testi di Apuamater