lunedì, dicembre 04, 2006

La villa dei fantasmi


Questa villa si trova vicino a Pomarance, nelle campagne, si narra che vi dimorino i fantasmi, io ci sono stato stamani, ho chiamato, ho fatto le foto, ma questi furbetti di fantasmi non si sono fatti vedere. L'unica cosa che ho visto l'incuria del tempo e le solite scritte di qualche demente.
Ecco i fantasmi non ci sono mai stati ma un sacco di teste di....cazzo? Di quelle ne è piena!!!!
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venerdì, dicembre 01, 2006

Campagne di Volterra



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Questi scatti gli ho fatti al cimitero di San Finocchi, il cimitero dei matti del manicomio di Volterra. Mi mette tristezza questo posto, non tanto perchè è un cimitero, solitamente un luogo di pace. Piuttosto perchè è abbandonato, lapidi divelte, croci senza nome. E' come se fossero dimenticati due volte, prima un una fredda stanza di manicomio e poi qua in questo cimitero con erba incolta lontano da tutti.
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Cimitero dei matti




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Cimitero dei matti


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Viaggi


Alcuni scatti di viaggio. La stazione di Prato, due amanti si salutano, l'attesa di un giocoliere, persone che come fantasmi immobili aspettano il treno della vita. Il viaggio eterno di due amanti in un cimitero monumentale di Firenze.

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giovedì, novembre 02, 2006

Marco Chiavistrelli


Oggi è venuto a trovarmi Marco, un mio amico. Ci siamo divertiti a fare due foto e a suonare un po. Così stasera mi è venuta voglia di farvelo conoscere. Pubblico così una sua canzone incisa per Carlo Giuliani " E io sono quì" secondo me è una bella canzone. E' presente nell'album "Piazza Carlo Giuliani ragazzo".


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DILETTA



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Volti




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mercoledì, novembre 01, 2006

Ingranaggi


Come ingranaggi in perpetuo movimento nell’ inesorabile scandire del tempo.






Queste foto le ho scattate così un po’ a caso. Mi sono trovato davanti a degli attrezzi agricoli e mi è venuto in mente l’infaticabile lavoro dei braccianti.
I ricordi d’infanzia, quando sull’aia si riunivano amici e familiari per la festa della mietitura.
Il sole che batteva forte nei campi di grano, i canti popolari.
Il tutto si svolgeva con meticolosa ritualità, un po’ come ingranaggi si muovevano all’unisono